Il superamento della soglia dei 100.000 euro esclude davvero dal Concordato Preventivo Biennale? Ecco cosa prevede la normativa
Tra i dubbi più frequenti che interessano professionisti e lavoratori autonomi vi è quello relativo al rapporto tra regime forfetario e Concordato Preventivo Biennale (CPB), soprattutto quando viene superata la soglia di 100.000 euro di ricavi o compensi che determina la fuoriuscita dal regime agevolato.
La questione nasce dalla causa di esclusione prevista dall’articolo 11, lettera b-ter) del D.Lgs. n. 13/2024, secondo cui non possono aderire al Concordato Preventivo Biennale i contribuenti che applicano il regime forfetario nel primo periodo d’imposta oggetto del concordato.
Una lettura superficiale della norma potrebbe far pensare che chiunque abbia applicato il regime forfetario negli anni precedenti sia automaticamente escluso dal CPB.
In realtà, la disciplina è diversa e la corretta interpretazione consente, in molti casi, di accedere regolarmente al concordato anche dopo la fuoriuscita dal regime agevolato.
Cos’è il Concordato Preventivo Biennale
Il Concordato Preventivo Biennale (CPB) è uno strumento introdotto dal legislatore per favorire la compliance fiscale tra contribuenti e Amministrazione finanziaria.
Attraverso il concordato, l’Agenzia delle Entrate propone al contribuente un reddito concordato valido per due annualità.
L’adesione consente una maggiore certezza fiscale e offre importanti vantaggi sotto il profilo della pianificazione tributaria.
La proposta viene elaborata sulla base:
- dei dati dichiarativi;
- degli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità fiscale);
- delle informazioni economiche riferite al periodo d’imposta precedente.
La causa di esclusione prevista dalla legge
L’articolo 11, lettera b-ter) del D.Lgs. n. 13/2024 stabilisce che non possono aderire al CPB i contribuenti che:
aderiscono al regime forfetario nel primo periodo d’imposta oggetto del concordato.
Questo è il punto centrale della questione.
La norma non prende in considerazione il regime fiscale applicato negli anni precedenti.
L’attenzione del legislatore è rivolta esclusivamente alla situazione del contribuente nel primo anno del biennio concordatario.
Cosa succede se si supera il limite dei 100.000 euro
Il regime forfetario cessa di applicarsi quando vengono superati i limiti previsti dalla normativa.
Nel caso del superamento della soglia di 100.000 euro di ricavi o compensi, la fuoriuscita dal regime produce effetti già nello stesso periodo d’imposta.
Ciò significa che il contribuente applicherà immediatamente il regime ordinario.
Di conseguenza:
- il reddito verrà determinato secondo le regole ordinarie;
- diventeranno applicabili gli ISA;
- quel periodo d’imposta costituirà la base di riferimento per l’eventuale proposta di Concordato Preventivo Biennale.
Un esempio pratico
Immaginiamo un professionista che:
- nel 2024 applica regolarmente il regime forfetario;
- nel corso del 2025 supera il limite dei 100.000 euro di compensi.
La conseguenza è che il regime forfetario cessa già nel 2025.
Per l’intero periodo d’imposta il professionista sarà quindi assoggettato al regime ordinario.
Quando nel 2026 l’Agenzia delle Entrate elaborerà la proposta di Concordato Preventivo Biennale 2026-2027, utilizzerà proprio i dati fiscali del 2025.
Poiché nel primo anno del concordato (2026) il contribuente non applica più il regime forfetario, la causa di esclusione non opera.
Il contribuente potrà quindi aderire regolarmente al CPB.
L’errore interpretativo più frequente
Molti contribuenti ritengono che l’aver applicato il regime forfetario in passato costituisca, di per sé, una causa ostativa.
Si tratta di un’interpretazione non corretta.
La normativa non attribuisce alcuna rilevanza alla situazione degli anni precedenti.
Conta esclusivamente il regime fiscale applicato nel primo anno oggetto del concordato.
Questo principio è coerente anche con l’impostazione seguita dall’Agenzia delle Entrate nei documenti di prassi dedicati al CPB.
E se il contribuente rientra nel regime forfetario?
La questione può presentarsi anche nella situazione opposta.
Può accadere, infatti, che un contribuente:
- nel 2025 sia in regime ordinario;
- nel 2026 rientri nel regime forfetario;
- nello stesso anno superi nuovamente il limite dei 100.000 euro.
Anche in questo caso sarà necessario verificare il momento in cui avviene il superamento della soglia rispetto ai termini previsti per l’adesione al Concordato Preventivo Biennale.
Se il superamento del limite determina la fuoriuscita dal regime prima della presentazione dell’adesione al concordato, la causa ostativa non si realizza e il contribuente potrà comunque accedere al CPB.
Perché è importante pianificare correttamente
Il rapporto tra regime forfetario e Concordato Preventivo Biennale richiede un’attenta valutazione preventiva.
Le variabili da considerare sono numerose:
- momento del superamento della soglia;
- regime fiscale applicabile;
- tempistiche previste dalla normativa;
- dati utilizzati per la proposta di concordato;
- eventuali effetti sulle imposte future.
Una corretta pianificazione consente di evitare errori interpretativi che potrebbero portare alla rinuncia ingiustificata a un’importante opportunità fiscale.
Il ruolo del commercialista
L’accesso al Concordato Preventivo Biennale richiede un’analisi approfondita della posizione del contribuente.
Il commercialista può:
- verificare la presenza di eventuali cause ostative;
- valutare il corretto regime fiscale applicabile;
- simulare la convenienza economica dell’adesione;
- assistere nella predisposizione della documentazione;
- supportare il contribuente nella scelta più vantaggiosa.
Una consulenza qualificata permette di prendere decisioni consapevoli e di sfruttare correttamente gli strumenti messi a disposizione dalla normativa.
Conclusioni
Il superamento della soglia di 100.000 euro nel regime forfetario non determina automaticamente l’esclusione dal Concordato Preventivo Biennale.
La normativa guarda esclusivamente al regime fiscale applicato nel primo anno del biennio concordatario, senza attribuire rilievo alla precedente permanenza nel regime agevolato.
Per questo motivo molti professionisti che escono dal regime forfetario possono legittimamente aderire al CPB, beneficiando di uno strumento che offre maggiore certezza fiscale e una migliore pianificazione delle imposte future.
Valutare correttamente la propria posizione con il supporto di professionisti esperti rappresenta il modo migliore per evitare errori e cogliere tutte le opportunità offerte dalla normativa.
